Friday, April 20, 2012

Canzone d'addio - Mario SALIS

Canzone d'addio - Mario SALIS

A tutti i lavoratori e operai che lavorano o hanno lavorato nelle fabbriche del veleno respirando amianto, gas...veleno ! Vengo da oltre le mura di una grande città ho lasciato li' qualche mio appunto ho lasciato la mia ingenuità I ruscelli di fresca primavera li avvelenano in tenera età alla notte hanno rubato il silenzio al giorno la verginità Oramai là si muore tra il gas e il metano e chi vive rimane a metà oramai là si muore tra il gas e il metano e chi vive muore a metà Circuiti corti nel credere cercano legna da ardere tra i boschi ricolmi di aromi violentano i testimoni Tempeste di claxon ti fanno la festa e l'ombra del killer si manifesta è un cerchio d'acciaio il suo teschio dorato colpisce alle spalle ed è sempre assetato Oramai là si muore tra il gas e il metano e chi vive rimane a metà oramai là si muore tra il gas e il metano e chi vive muore a metà Ora vado dove il sole si eclissa coi mari dove il cielo somiglia a un poema senza muri dove il cant! o della valle in una torre ha ritrovato le armonie di un coraggio rinnovato Dove chi è perduto acquista la sua prima libertà dove il tempo non ha scritto ancora la sua storia dove il prezzo di un frutto è la volontà di averlo a chi ha perso una vita per cercarlo Je viens d'au-delà les murs D'une grande ville J'y ai laissé quelques notes J'y ai laissé mon innocence Les ruisseaux d'un frais printemps T'empoisonnent à l'âge tendre Ils ont volé à la nuit le silence Et au jour la virginité Désormais on y meurt parmi le ...





0 comments: